"Per gioco non bussare alla porta dei fiori"
C'e' un gelsomino ed una bimba che sempre lì aspetta,
mangiamo insieme il nettare.. come farfalle.
Questo ricordo è mio.
Io forse sono un corpo di parole..
tutte quelle che riesco a cucire in questa pagina...
senza inchiostro.
*Sachiko*
C'e' una panchina, due scarpe lucide calzate da piedi.Una luce bianca ed uno svolazzare..Le ombre piccole piccole sotto i loro familiari.E' l'ora del sole più alto.
C'e' intorno una città che non ricordo.
Scalini, festa, quel kimono estivo..
Fingevo lunghe falde da geisha.
Sento nelle orecchie le loro ali.
Battiti frenetici li sul mio ventaglio.
E se mangiassi i petali di un crisantemo...... diventerei una sposa?
Non c'e' una scala per arrampicarsi.Mi ritrovo a guardarmi i piedi.Allargare le dita per godere appieno quel gelo metallico.C'è ancora un pupazzetto di carta che dondola impiccato.Eppure piove.Se batto le mani nessuno ascolta.In quelle forme arcuate lo ritrovo di continuo.Ma queste dita non si somigliano.E' solo un' immagine, desiderio di vento.Svincolare i chiodi che mi fissano al pavimento.
Il tempo è scaduto...Oggi la cioccolata costerà il triplooooo e io non ho fatto scorte ieriiiii!! XDIeri ho comprato un topolino di cioccolato, peccato non avessero dei coniglietti, io li adoro.Beh c'e' da dire che non ho mai visto un panda di cioccolato..Solitamente dicono che sono molto conigliosa... Io non so veramente, forse somiglio più ad un Tarepanda ^__^
“ Primo soccorso mobile”, mi pare d’aver letto.
L’unica cosa che ricordo di oggi pomeriggio.
Lei l’ha letto a voce alta e mi è rimasto nella testa.
Come se avesse voluto scrivermelo di proposito in fronte.
Non ha detto altro per tutto il giorno.
Sono io quel soccorso?
C'è un muro qui accanto al letto.Porta i segni dei suoi progetti.Una cannuccia incerottata, pelucchi ingabbiati nello scotch, puntine abbandonate che proiettano piccole ombre.Come sulla sua pancia, quel neo tondo con l'ombra..Forse anche io sono su quel muro..Una figurina bidimensionale.Respiro Byte.
Lei mi opprime.Anzi mi comprime.Come fossi di carta.Poi scatta una foto e sbaglia mira, mi colpisce e non c'e' più barriera, per un istante, per uno shot.Mi proietta nello schermo, e in quell'errore ci siamo entrambe.E' davvero un incidente?Solo la notte, con le spalle al muro ti giri a guardarmi.Mi vedi? Sgrani gli occhi spaventata...Forse la mia pelle ti sembra calce perché non mi sfiori mai nemmeno il viso.Dormire nel tuo respiro che non posso sentire.Ma al mattino sono di nuovo un fantasma che vive sulle tue spalle.