Piego le mie ossa perché abbiano la giusta forma.
Dischiudo scaglie di derma.
Rientro in te, liquida, opaca.
Percepisco altro dal sentire.
Siamo in tre.
Oggi l'assenza si condensa.
Prende nome e la sua voce tuona dolore.
Un battito di mani può richiamarti, spirito.
Ingoi il suo volto,
ne risputi i soliti brandelli.
Non seguo più le linee di sutura.
Mi sembra sempre che manchi un dito.
Un arto fantasma non riappare.
"Per gioco non bussare alla porta dei fiori"
C'e' un gelsomino ed una bimba che sempre lì aspetta,
mangiamo insieme il nettare.. come farfalle.
Questo ricordo è mio.
Io forse sono un corpo di parole..
tutte quelle che riesco a cucire in questa pagina...
senza inchiostro.
*Sachiko*
C'e' un gelsomino ed una bimba che sempre lì aspetta,
mangiamo insieme il nettare.. come farfalle.
Questo ricordo è mio.
Io forse sono un corpo di parole..
tutte quelle che riesco a cucire in questa pagina...
senza inchiostro.
*Sachiko*
sabato 28 aprile 2007
sabato 7 aprile 2007
Haru
Ho visto tante volte il suo corpo consumarsi,
ridursi ad un sottile strato di carta..
Quando si accartoccia desiderando il calore dell'asfalto.
Inerte in se stessa.
La mia voce si congela e le mie dita non possono più incarnarsi nelle sue.
Conto le ossa di gesso e vorrei aprire quella pelle
per carpire il rosso che vi si cela.
Poi, come se avesse solo trattenuto il fiato,
rigonfia il ventre delle sue misteriose creature..
Mi guarda.
Ci abbandoniamo insieme in quel letto.
Il nostro fiato torna a sfiorarsi.
ridursi ad un sottile strato di carta..
Quando si accartoccia desiderando il calore dell'asfalto.
Inerte in se stessa.
La mia voce si congela e le mie dita non possono più incarnarsi nelle sue.
Conto le ossa di gesso e vorrei aprire quella pelle
per carpire il rosso che vi si cela.
Poi, come se avesse solo trattenuto il fiato,
rigonfia il ventre delle sue misteriose creature..
Mi guarda.
Ci abbandoniamo insieme in quel letto.
Il nostro fiato torna a sfiorarsi.
venerdì 6 aprile 2007
Ryujin
C'e' un luogo tutto mio sulle sue spalle
vi poggio le dita per osservarla da vicino... oltre l'orecchio.
Ho scavato una nicchia,
piccola curva, solco dei polpastrelli.
Scivolo in fluido sul sale della sua pelle
e voglio dileguarmi intorno non in un punto remoto.
Non ho paura di perdermi è sempre lei a far si che io torni.
E' come addensarsi improvvisamente nella materia più pesante
sentire il pieno dell'aria schiacciarmi con amore.
Perdere il fiato.
Poi di nuovo scivolare e ricomparire.
vi poggio le dita per osservarla da vicino... oltre l'orecchio.
Ho scavato una nicchia,
piccola curva, solco dei polpastrelli.
Scivolo in fluido sul sale della sua pelle
e voglio dileguarmi intorno non in un punto remoto.
Non ho paura di perdermi è sempre lei a far si che io torni.
E' come addensarsi improvvisamente nella materia più pesante
sentire il pieno dell'aria schiacciarmi con amore.
Perdere il fiato.
Poi di nuovo scivolare e ricomparire.
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